Matteo Bruni: “Bianco e Nero è uno straordinario viaggio, sono stato avvolto dalla sua magia”

Quando ha visto per la prima volta “Bianco e Nero – Lo Spettacolo”, lo scorso 23 agosto a Pau, è rimasto affascinato, venendo letteralmente rapito dalle musiche di Beppe Dettori e dalle fotografie di Luigi Corda, proiettate sulle pareti del Museo dell’Ossidiana.

Lo speaker radiofonico e conduttore televisivo Matteo Bruni, poco prima della trasmissione “Bruni di Sera”, in onda su Radio Super Sound, ha rilasciato per il blog di “Bianco e Nero” una breve intervista.

 

Cos’è per te Bianco e Nero?

“Bianco e Nero è un viaggio stupendo all’interno di un mondo che è quello dei centenari. Un mondo che però riguarda anche noi, non solo per il fatto che lo spettatore guardi facce con rughe, segnate dallo scorrere del tempo, ma perché mentre suona Beppe Dettori si respirano gli accenti e i sapori della Sardegna e si ragiona sulla propria esistenza. È un doppio viaggio: da una parte cogli le emozioni attraverso le parole didascaliche, che fanno comprendere l’essenza dell’opera, dall’altra la musica ti accompagna e ti consente di aprire finestre della tua vita”.

 

Che sensazioni hai avuto durante lo Spettacolo?

“Bellissime, si stava nella terrazza del museo dell’Ossidiana di Pau. Sono andato con tutta la mia famiglia: mio figlio Federico è rimasto seduto per due ore ad ascoltare, ha 4 anni e anche lui è stato rapito magicamente dall’opera. È un qualcosa che ti avvolge e ti fa fare un percorso parallelo. Io, che sono ‘forestiero’, vivo lo spettacolo in maniera anche più emozionante e con più pathos. E sono felice che tutto ciò sia stato realizzato da Lorenzo Fasolo, che è nato a Padova e lo ha ‘costruito’ in 20 anni di lavoro in Sardegna, riuscendo a cogliere lati e spigolature che ci vi vive da sempre intende come normali, non accorgendosi delle straordinarietà che lo circondano”.

 

Chi vedrà Bianco e Nero in futuro cosa si dovrà attendere?

“Dovrà aspettarsi una sorta di magia e di energia sprigionate dalla musica e dal talento di Beppe Dettori; inoltre, attraverso le immagini e i volti dei centenari, coglierà l’essenza dello spettacolo. Se un domani Bianco e Nero uscisse dalla Sardegna chi abita fuori potrà emozionarsi, godendo di tutte le peculiarità che caratterizzano i centenari”.

Marco Zucca